la sartoria

LA SARTORIA E I SUOI PIACERI

 
  
Cosa è l'eleganza? Non è certo facile descriverla perché dovremmo spiegare l'armonia di sensazioni che suscita una persona quando, a prima vista, ci appare bella.
  
Il bello è qualche cosa di naturale; osservando la natura, infatti, si scoprono segni d'eleganza, armonia ed equilibri perfezionatosi nel tempo e cresciute su regole ben precise. La sua  sintesi è una bellezza matematica.
  
Quindi se la bellezza è natura e la natura è matematica dunque anche l'aspetto umano può migliorare e raggiungere una sua forma d'eleganza, attraverso regole affinatosi nel tempo: l'abbigliamento.
  
Allora, di seguito, alcuni suggerimenti, classificazioni e metodi che spiegano lo scopo e le origini dell'abbigliamento maschile, quando e come personalizzarle per rendere bello ed elegante il proprio apparire.
  
  

STORIA DELLE SCUOLE SARTORIALI

  
E' importante occuparsi del proprio guardaroba, perché, se vestirsi è uno dei momenti più effimeri e creativi, è anche vero che, come non mai, la società influenzi, con le sue regole, stili di vita, culture, mode e paesaggi. Vestirsi bene è quindi un diritto delle personalità poiché ne è il biglietto da visita e come tale deve avere un'espressione che la identifichi. Qui di seguito le principali scuole sartoriali e un accenno di come il luogo di nascita ne abbia influenzato le linee.
 
La scuola americana
L'aggettivo che ha sempre governato la scuola americana è la morbidezza. Lo stile di vita sportivo della nazione, ha influenzato anche il vestire formale creando una linea apparentemente comoda. 
Spalla morbida e linee dritte, quasi verticali, hanno dato origine alla cosiddetta sack-coat, dove la line vita viene completamente annullata ed il pantalone, senza pince, è tendenzialmente stretto e corto
Molto indossato, soprattutto negli ambienti d'ufficio, è il gilet. 
La massima espressione si ha intorno alla metà degli anni '50, ben visibile nei film con Cary Grant, Clarke Gable.
 
La scuola inglese
Da sempre la scuola inglese è stato lo pseudonimo del vestire tradizionale e sartoriale. Basta pensare alla stimata Savile Row concentrato di sartorie in una unica strada londinese, un'immaginaria sede di un club sartoriale, in cui l'unico dubbio è la scelta della boutique , per gusto, simpatia e carnet dei clienti.
Spalla poco imbottita, linee sobrie che tendono a seguire la linea del corpo.
Il pantalone prevede due pince con tasche tagliate lungo la cucitura.
Colori tendenzialmente scuri negli abiti formali; mentre un armonia di colori, tipici della natura, sono caratteristici per gli spezzati e sportivi.
 
La scuola italiana
La scuola italiana per tradizione è la scuola napoletana, che estende, successivamente, la sua storia  anche alle città di Roma e Milano.
La regola fondamentale della scuola italiana è la naturalità: spalla imbottita, linea vita aderente e giro manica alto per consentire maggior libertà al movimento del braccio.
Il pantalone ha le tasche tagliate diagonalmente; la vita molto bassa che appoggia il più possibile sulle anche, dando, così, più slancio alla figura e correggere eventuali difetti.
In fase di lavorazione è anche la linea che richiede più tempo e destrezza sartoriale, ma è anche quella che esalta maggiormente l'eleganza del fisico maschile.
L'attenzione alle rifiniture e agli accessori è un'altra particolarità della scuola italiana, che consente di dare un tocco di colore e fantasia finale.
Tipicamente napoletana è l'abilità di saper abbinare ed indossare, con nobile superiorità, colori forti e solari ad abiti chiari e tipicamente estive. La linea milanese, invece, apprezza i virtuosismi dei grigi ed colori più scuri.